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Oggi parliamo di...IL GIORNO CHE I MORTI PERSERO LA STRADA di Andrea Camilleri

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Fino al 1943, nella nottata che passava tra il primo e il due di novembre, ogni casa siciliana dove c’era un picciliddro si popolava di morti a lui familiari. Non fantasmi col linzòlo bianco e con lo scrùscio di catene, si badi bene, non quelli che fanno spavento, ma tali e quali si vedevano nelle fotografie esposte in salotto, consunti, il mezzo sorriso d’occasione stampato sulla faccia, il vestito buono stirato a regola d’arte, non facevano nessuna differenza coi vivi. Noi nicareddri, prima di andarci a coricare, mettevamo sotto il letto un cesto di vimini (la grandezza variava a seconda dei soldi che c’erano in famiglia) che nottetempo i cari morti avrebbero riempito di dolci e di regali che avremmo trovato il 2 mattina, al risveglio. Eccitati, sudatizzi, faticavamo a pigliare sonno: volevamo vederli, i nostri morti, mentre con passo leggero venivano al letto, ci facevano una carezza, si calavano a pigliare il cesto. Dopo un sonno agitato ci svegliavamo all’alba per and...

Un incipit che mi piace...IL RACCONTO DI DUE CITTA' di Charles Dickens

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Era il migliore di tutti i tempi, era il peggiore di tutti i tempi, era il secolo della saggezza, era il secolo della stoltizia, era l’epoca della fede, era l’epoca dell’incredulità, era la stagione della Luce, era la stagione delle Tenebre, era la primavera della speranza, era l’inverno della disperazione, avevamo tutto dinanzi a noi, non avevamo nulla dinanzi a noi, andavamo dritti dritti al Cielo, andavamo dritti dritti dalla parte opposta: in breve, il periodo era tanto simile al presente che alcune delle sue più clamorose autorità insistevano affinché se ne parlasse soltanto al superlativo sia nel bene sia nel male.

LA PIOGGIA PRIMA CHE CADA - JONATHAN COE

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"Il tuo tipo di pioggia preferito?" disse Thea. Ricordo che aveva la fronte aggrottata, mentre rifletteva su queste parole, poi annunciò: "Be', a me piace la pioggia prima che cada". Rebecca sorrise della trovata, ma io (in modo molto pedante, suppongo) dissi: "Però prima che cada non è proprio pioggia, tesoro". "E allora cos'è?" disse Thea. E io spiegai: "È solo umidità. Umidità delle nuvole". Thea abbassò gli occhi e si concentrò , ancora una volta, a scegliere i ciottoli sulla spiaggia: ne raccolse due e prese a batterli uno contro l'altro. Il suono sembrava darle piacere. Non mi arresi: "Sai, Thea, non esiste una cosa come la pioggia prima che cada. Deve cadere, altrimenti non è pioggia". Era un principio stupido su cui insistere con una bambina, e mi pentii di aver cominciato. Ma Thea sembrava non avere nessuna difficoltà ad afferrarlo, semmai il contrario - perché dopo qualche minuto mi guardò e s...

IL CREPUSCOLO DEGLI DEI - ENZO BIAGI

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La signora Ribbentrop mi ha scritto che le dispiace, ma in questo periodo non si trova a casa; è quindi impossibile incontrarci. Per due volte suono il campanello della signora Emy Göring; la governante non apre la porta, e affacciandosi a una specie di finestrella mi consente di avviare una monotona e inconcludente conversazione. La signora Göring diffida dei giornalisti; posso, se credo, lasciare un biglietto e accennare alle domande che mi piacerebbe rivolgerle. In questo momento, però, non è proprio a Monaco, dovrebbe tornare, si capisce, ma non si sa quando. Forse la prossima settimana, forse più tardi. La signorina Gudrun Himmler (fa una certa impressione leggere questo nome fra le targhette dei campanelli), dopo una serie di garbati dialoghi telefonici, dichiara lealmente che, tanto, quello che pensa non me lo vuol dire, e allora non c'è ragione che perdiamo del tempo. La madre fa la sarta, e anche lei ha un impiego. Il cameriere di Hitler vive ad Amburgo; si era m...

CHE TU SIA PER ME IL COLTELLO - DAVID GROSSMAN

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    3 aprile Myriam, tu non mi conosci e, quando ti scrivo, sembra anche a me di non conoscermi. A dire il vero ho cercato di non scrivere, sono già due giorni che ci provo, ma adesso mi sono arreso. Ti ho vista l'altro ieri al raduno del liceo. Tu non mi hai notato, stavo in disparte, forse non potevi vedermi. Qualcuno ha pronunciato il tuo nome e alcuni ragazzi ti hanno chiamata "professoressa". Eri con un uomo alto, probabilmente tuo marito. È tutto quello che so di te, ed è forse già troppo. Non spaventarti, non voglio incontrarti e interferire nella tua vita. Vorrei piuttosto che tu accettassi di ricevere delle lettere da me. (Edizioni Oscar Mondadori - traduzione di Alessandra Shomroni)

DIMARO REWIND

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Dieci giorni vestita d'azzurro, fuori e nell'animo, vissuti intensamente, respirando l'odore dell'erba del campo di Carciato, travolta e inebriata dall'euforia dei tifosi, a migliaia per le strade di Dimaro, tutti pazzi innamorati di questa maglia. Di tempo ne è passato, ma siamo ancora qua ...........:) Guarda il video cliccando sull'immagine oppure qui:  YOUTUBE 

GLI EROI IMPERFETTI - STEFANO SGAMBATI

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Le cose vogliono essere dette. L'illusione che siamo stati noi a dirle crolla nel momento in cui ci escono di bocca, perfettamente autonome, cullate da una mano di ostetrica troppo sapiente per essere la nostra. Ci usano, sfruttano il nostro apparato fonatorio: solleticano la glottide, si arrampicano sul velo del palato, bussano sui denti, premono contro le labbra e si danno al mondo nella forma di lessemi. Le cose che si sono fatte dire si librano davanti alle nostre facce per farci sapere che ormai è tardi, che non si può tornare indietro. (Edizioni minimum fax, 2014)