PAOLO DE LUCA PARLA DI "CHI AMA NON DIMENTICA" SULLE PAGINE DELLA REPUBBLICA





Palloni e pistole. Il mondo del calcio fa sfondo ad una storia al cardiopalma, tra inganni, bugie, tradimenti e camorra. Si intitola “Chi ama non dimentica” (pubblicato da Robin edizioni) il libro di Antonella Carullo, ex giocatrice di calcio e novella scrittrice, figlia dell’indimenticato poeta e scrittore Giuseppe.
La copertina del volume è di #FabrizioFiorentino, l’inconfondibile disegnatore di Torre del Greco, già autore di tavole per Marvel e DC Comics. Il testo racconta le vicende di tre personaggi della “Dinamo Partenope”, squadra calcistica della Lega Pro. I loro percorsi culmineranno nella finale dei play-off, da giocare contro la squadra del Licata. Una storia noir, che contamina sport e criminalità, tra pistolettate e, di contrasto, una grande fede verso la Madonna del Carmine. Che diventa soggetto principale della copertina di Fiorentino.
“Ho conosciuto Antonella – dice quest’ultimo - durante la mostra del fumetto che ho realizzato sulla vita di Napoleone Bonaparte, tenutasi al Palazzo Reale di Napoli lo scorso aprile. Dopo avermi raccontato l’incipit del libro ho subito pensato che fosse una storia dura e avvincente al tempo stesso, una copertina stimolante da realizzare”. Nella gallery che pubblichiamo, il disegnatore spiega, sketch dopo sketch, i passaggi della nascita del suo disegno finale. L’evoluzione di un’idea che passa attraverso più bozze preparatorie, poi accantonate per qualcosa di totalmente diverso. Da illustrazioni esplicite, con calciatori e armi, Fabrizio, dopo più test, propende per un motivo molto più sottile, quasi criptico.
“La peculiarità di un disegnatore di fumetti – riprende - è quella di tradurre in immagini grafiche racconti, idee e suggestioni. Ma la mia attività principale, in un primo tempo, rischiava di portarci fuori strada con interpretazioni idee troppo “didascaliche”. Più disegnavo, più mi rendevo conto che forse la cosa migliore non era illustrare gli eventi drammatici, ma utilizzare un’immagine meno diretta, più celata”. Da qui l’idea del duro accostamento di criminali alle immagini sacre. Il passo verso la copertina definitiva è breve: “Antonella mi parlò di una medaglietta della Madonna del Carmelo e della sua importanza narrativa all’interno del racconto. Ho pensato, quindi, di usarla come perfetta immagine ‘iconica’, incorniciata da una struttura costituita da siringhe e pistole, non immediatamente percepibili”. Il libro è stato presentato giovedì al Lanificio 25 di piazza Enrico de Nicola.
di PAOLO DE LUCA
#Repubblica Napoli
 

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