LA CULTURA SALVA LE ANIME

Quando varchi la soglia della Biblioteca “A porte aperte” dedicata ad Annalisa Durante e lo sguardo si posa sulle scaffalature verdi traboccanti di volumi, ti viene spontaneo chiedere al signor Giovanni come sia riuscito a raccogliere nel corso degli ultimi anni tutti quei libri, circa seimila, al solo scopo di metterli a disposizione dei ragazzi di Forcella.
Lui ti risponde con uno slogan: “La cultura salva le anime!”.
Lo ripete come una litania, da quando ha intrapreso questa folle iniziativa, individuando nei libri l’arma bianca per combattere la camorra. Ci crede davvero il papà di Annalisa, che la cultura possa essere un salvagente da lanciare ai giovani del quartiere, per non farli affondare nel vortice distruttivo della criminalità.
Mentre lo ascolti ti viene voglia di abbracciarlo, ma soprattutto di ringraziarlo per aver avuto quest’idea così brillante, che ha acceso una luce che rischiara, seppure un poco, l’oscurità che avvolge Forcella.
Solo un poco, però. Perché, purtroppo, fuori dalla Biblioteca ancora si respira aria di illegalità. Ancora i motorini, su cui tutti si viaggia rigorosamente senza casco, sgommando veloci, sfiorando e intimidendo i passanti, così che quelli estranei al quartiere avanzano il passo per uscirne quanto più velocemente. Ancora, tra i puosti caratteristici di frutta e verdura, resistono quelli dove puoi acquistare alla luce del sole le sigarette di contrabbando e di stramacchio la “bamba”. Ancora, tanti paletti sfacciatamente piantati da alcuni abitanti del quartiere, negano l’accesso agevole ai vicoli che si intersecano sulla strada principale.
E, infine, chi vi abita, percepisce quando conviene abbassare le serrande dei negozi, quando è il momento di chiudersi in casa, insomma quando tira aria di malaparata, perché di lì a poco saranno solo i colpi delle pistolettate l’unico rumore a spaccare il silenzio assordante calato sulla strada.
Purtroppo, poco o nulla è cambiato da quel 27 marzo del 2004, quando un proiettile vagante spense la vita di Annalisa, piccola innocente che non aveva ancora imparato a fiutare l’aria per evitare pericoli.
Purtroppo, ancora un deserto arido avvolge tutto il quartiere.
Eppure, nonostante questo scenario così sconfortante, le “porte aperte” della Biblioteca sono diventate simbolicamente un baluardo all’invasione di quella sabbia fastidiosa che, penetrando dappertutto, tutto ricopre e tutto ingloba. Mentre miraggi di facili guadagni imperversano, perlomeno adesso c’è la possibilità, oltrepassando quella soglia, entrando in quell’oasi, di abbeverarsi alla fonte della cultura.
Potrebbe essere l’unica salvezza per le anime dei ragazzi di Forcella.
(Qui puoi guardare l'intervista fatta a Giovanni Durante.)
Commenti
Posta un commento