Oggi parliamo di...IL SONNAMBULO di Sebastian Fitzek
Premetto
che ho scoperto questo autore per caso, girovagando per la rete alla ricerca di
libri ricchi di suspense e fino a pochi mesi fa non avevo la minima idea
di chi fosse Fitzek!
Incuriosita
dalle trame dei suoi libri, sono andata a leggere la sua biografia e ho trovato
un aneddoto che mi è piaciuto tantissimo: “un
giorno, è stato nel 2000, ero seduto in una sala d’attesa di un medico,
completamente affollata, aspettando che la mia ragazza uscisse. Ma quando dopo
mezz’ora non s’era fatta vedere, il mio cervello thriller ha cominciato a
speculare: e se tutti ti dicessero che non è mai venuta, in primo luogo? E se
l’infermiera e il medico sostenessero di non aver visto la mia ragazza quel
giorno? E se anche gli altri pazienti in sala d’attesa scuotessero la testa?
Che ragione logica potrebbe esserci se non si facesse mai più vedere? Dopo che
avevo trovato questa domanda di fondo e avendola ritenuta eccitante, ho pensato
alla storia per circa un anno. Quindi ho scritto la sinossi di una storia
convincente (almeno per me). Solo allora ho davvero iniziato a scrivere.”
E’
più o meno da qui che ho iniziato ad adorare Mr Sebastian. Ho pensato che una
mente del genere non può che sposarsi con i miei gusti letterari!
Ho
deciso così di iniziare con “Il sonnambulo” la cui trama mi
sembrava intrigante, anche se (a quanto ho capito da certi commenti) è un
libro che non ha entusiasmato proprio tutti.
“Il sonnambulo” parte con un flashforward, una
scena abbastanza inquietante in cui un paziente del reparto di psichiatria va
in paranoia per aver inghiottito una batteria.
Subito
dopo la storia comincia con il protagonista Leon che sta facendo un incubo.
Quando, dopo poche pagine, si sveglia si rende conto che sua moglie Natalie, in
mezzo ad un pianto soffocato e con un occhio pesto, sta facendo in silenzio la
valigia per andare via di casa in piena notte. Lui cerca di chiederle che cosa
stia succedendo, prova a seguirla fino all’entrata principale del palazzo ma
non riesce a raggiungerla. Resta quindi da solo con mille punti interrogativi e
tenta di scoprire, attraverso varie telefonate ai genitori e alla migliore
amica di Natalie, cosa sia successo alla moglie e, soprattutto, dove sia
finita.
Scopre
quindi che Natalie non va a lavoro da due settimane e, immerso in un mistero
che sembra non avere via d’uscita, inizia a credere di aver fatto
inconsapevolmente del male fisico a sua moglie.
Scopriamo
dunque che Leon da piccolo soffriva di sonnambulismo e che aveva dovuto
sottoporsi a delle cure psichiatriche per superare il problema dopo
che era stato trovato in piena notte dai genitori affidatari nella
cameretta del fratellino con un coltello in mano.Terrorizzato
dal fatto che il problema dell’infanzia possa essere tornato a galla, decide di
comprarsi una telecamera da collocare sulla propria testa e da indossare prima
di andare a dormire e riscopre tutto d’un colpo la paura devastante di
addormentarsi per paura di fare del male agli altri da sonnambulo.
Dopo
aver passato la notte con la telecamera sulla testa ed essendosi alzato ancora
più stanco di prima, decide di guardare il filmato della notte precedente.
Proprio in quel momento, Leon si rende conto di fare di notte delle cose
allucinanti e capisce di essere completamente un’altra persona rispetto alla
realtà!
Non
voglio svelarvi niente di più perché questo è il classico thriller psicologico
in cui bisogna immergersi per lasciarsi trasportare dalla storia e
credo che il gusto di leggerlo stia proprio nello scoprire le cose
mano a mano che la lettura prosegue.
Personalmente
sono riuscita a tuffarmi completamente nella trama e ho aspettato con ansia di
trovare il bandolo della matassa. Adoro i libri così, in cui pensi di aver
capito tutto e, solo poche pagine dopo, ti rendi conto che non avevi capito
niente!

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