VIVA MASSIMO!
Nasceva a San Giorgio a Cremano il 19 febbraio 1953
l’attore Massimo Troisi, una delle voci comiche più potenti del teatro e del
cinema italiano. Soprannominato “Pulcinella senza maschera” e “comico dei
sentimenti”. La forza di Troisi era quella di annullare ogni stereotipo sul
mondo napoletano e sui napoletani stessi, con la malinconia mischiata alla
risata che da sempre ha costituito la cifra stilistica del comico. Voglio ricordarlo nel 26°anniversario della sua scomparsa, con alcune delle sue
frasi più famose, che valgono più di una biografia.
Sono nato in una casa con 17 persone. Ecco perché ho questo senso della
comunità assai spiccato. Ecco perché quando ci sono meno di 15 persone mi
colgono violenti attacchi di solitudine.
Da ragazzo i miei continui e disinteressati slanci di altruismo mi diedero
la fama di buono. Da grande quella di fesso.
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Quando
penso a Pasolini, a come agiva rispetto alla società, alle cose, mi stimo molto
poco.
Penso, sogno in napoletano, quando parlo
italiano mi sembra di essere falso.
Se mi accostano a Totò e a Eduardo a me
sta benissimo: sono loro che si offendono.
La sofferenza in amore è un vuoto a
perdere: nessuno ci può guadagnare, tranne i cantautori che ci fanno le
canzoni.
Potrai avere tutte le ricchezza
materiali di questo mondo, ma se non hai amore nel cuore resterai sempre
povero.
A Napoli c’è gente che con l’acquedotto
invece di bere ci mangia.
Io non mi piaccio mai. Sono talmente
autocritico, che non mi suicido per non lasciare un biglietto che mi
sembrerebbe ridicolo.
Il successo è solo una cassa
amplificatrice… se uno è imbecille prima di ave’ successo diventa
imbecillissimo, se uno è umano diventa umanissimo.
La ricchezza dei poveri è rappresentata
dai loro figli, quella dei ricchi dai loro genitori.
Chi ha detto che non è serio amare due
donne nello stesso momento, o perder tempo per fare la formazione della propria
squadra?
L’amore? Chi ‘o ssape cos’è? È sesso, paura della solitudine, egoismo,
tenerezza, trasporto… Quella benedetta parola non basta più a definire un
sentimento così complesso. Forse dovremmo imparare ad accontentarci di un
surrogato.
L’amore è l’elemento che trasforma di più e in più breve tempo la nostra
vita, eppure siamo assai poco disposti a parlarne.
L’amore è tutto quello che sta prima e quello che sta dopo. Magari
bisognerebbe tenere più in conSiderazione il durante.
La cosa difficile nel cinema impegnato non è tanto fare i film, quanto
saper ribattere ai critici. Dei film non se ne fotte nessuno, è il dibattito
fra intellettuali che conta.
Un film è come se metti una lente d’ingrandimento sul mondo e vedi solo una
parte.

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